martedì 20 febbraio 2024

Drive-in o... Drive-Inail?


Gadgets omaggio!


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Ad ogni categoria un percorso ben diverso, unico denominatore comune la segnaletica del DADO: infatti "si dà il DADO che" molti degli infortuni e decessi sul lavoro (o in ambito domestico) abbiano radici lontane, risalenti a un'infanzia trascorsa a guardare classici Disney e altri film, che hanno preso alla leggera, sottogamba degli argomenti fondamentali, come l'uso aleatorio (alea= dado in latino) di prodotti. 


Il problema non è solo che questi film vengono immagazzinati da bambini, ma rivisti da grandi, magari con prole al seguito: ecco, allora che si rende necessario porre in evidenza le casistiche più subdole, che possono favorire una condotta (forma mentis) ad alta vocazione di rischio infortunio. O, peggio, di lesioni permanenti.

Non potendo per il momento richiedere all'Inail di certificare un uso aleatorio di Prodotto allo scopo di ottenere accertamenti in merito al medesimo (laddove abbia cagionato grave infortunio, ad esempio), ecco allora l’esigenza di una segnaletica pop-up in film e spot pubblicitari, a cominciare dalle pellicole più “spinte” sul versante dell’uso aleatorio di Prodotti (everyday product).


Chi pensa di vedere solo film cruenti o "alla final destination" nel mirino del DADO si sbaglia di grosso!!! Col "Drive-Inail" si parte dal Tutorial (link  sotto), ossia il classico disney Pinocchio (1940):

Drive-Inail
Telecomando in mano e all'improvviso la strage di Firenze... Mentre si stava costruendo un
supermercato la cui catena aveva da poco trasmesso una storia molto suggestiva in cui un
papà si ritrova con una carota in mano a mo' di microfono a improvvisare un bizzarro karaoke
e a dare alla figlia tutto l'appoggio necessario "a spiccare il volo", ossia ad andare a vivere da
sola. Non sapendo (forse?) che quella carota ha già dentro di sé tutti gli ingredienti per
condire la vita dell'amata figlia di quel pizzico di spregiudicata creatività, così cara alla nostra
penisola. Siamo tutti un po' istrioni, ammettiamolo. Ma l'uso aleatorio (casuale, in inglese
"random") di Prodotto, così tremendamente facile da rintracciare nella nostra quotidianità, può
costare caro a qualche persona. In primis a coloro che sono fabbri del loro destino più degli
altri, in quanto svolgono professionalità "ad alto rischio", non scrivania e computer, per
intenderci o perché sono affetti da patologie che meriterebbero delle segnaletiche sanitarie
adeguate ai tempi odierni, in cui si possono affiancare a raccomandazioni verbali delle
simulazioni render 3D... A novembre sono stata all'Inail a richiedere di poter certificare con
urgenza un uso aleatorio di Prodotto sfociato in un esito nefasto, un infortunio vero e proprio,
un'invalidante condizione meritevole di una "messa in sicurezza sulla carta". Ho notato come
lo sport preferito dagli impiegati d'ufficio stia sempre più diventando il ping pong e così mi
sono limitata a far protocollare un grido d'aiuto che ha giocoforza rivolto lo sguardo su altri
versanti allo scopo di "smuovere le coscienze" della S.I.E, della S.I.M.L.A, della S.I.C.M.F e
così via... L'Inail si rifiuta di prendere atto che la pandemia hapalesementeinsegnato a tutti
noi (lavoratori in primis) quanto l'uso aleatorio di Prodotto, materia che rientra nelle
competenze degli Ergonomi (cfr. Manuale di Ergonomia, Inail), costelli la nostra routine
quotidiana. Tuttavia il retaggio culturale di queste tendenze "creative" è arrivato a un punto
tale che nessuno si è meravigliato o ha preso le distanze dalla rocambolesca trasformazione
"maschera da snorkeling-dispositivo per l'ossigenoterapia", il che lascia supporre quanto la
Prevenzione venga presa sul serio... Senza rendercene quasi più conto, utilizziamo in modo
aleatorio prodotti di uso quotidiano (everyday product), che invitano vere e proprie
trasformazioni istrioniche, potenzialmente impattanti in modo irreversibile su delle nostre
condizioni patologiche (ad esempio, croniche) e causa d'infortuni più o meno invalidanti,
magari avvenuti in modalità riproducibile qualora si sia messo a punto un dispositivo inedito.
Per la serie: oggetti di uso quotidiano possono celarne altri perché le magie combinatorie
sono infinite. Dei dispositivi inediti, quindi non già protocollati e corredati da specifiche
modalità d'uso, meritano, per ovvie ragioni di sicurezza, una scheda tecnica sul versante
anatomico e accertamenti ergonomici. Chi però si occupa di arginare simili emergenze non
così remote nella loro eventuialità? Evviva il ping pong ancora una volta?! Nell'attesa
logorante, decido di parcheggiarmi davanti alla tv, sempre prodiga di film struggenti...
Probabilmente anche le regie stesse non hanno piena consapevolezza di quanto girato nelle
loro scene (spesso l'uso aleatorio può essere ubicato sullo sfondo, come un ventaglio
incorniciato e appeso al muro...) e quale migliore prova video se non quella impressa nelle
loro pellicole, che fotografano appunto gli oggetti di uso quotidiano, spesso e volentieri usati
in modo aleatorio? Ad esempio, i vecchi televisori fungevano anche da tavolino per
appoggiare oggettistica varia (ben pochi li lasciavano liberi, cinematografia docet, sebbene
fosse più prudente in quanto a sicurezza), tendenza che oggi è giocoforza scomparsa per le
dimensioni ultrasottili degli schermi... Oppure un salvadanaio, all'occorrenza può essere usato
come sonaglio per via delle monete che alloggia all'interno o una mano come blocco per
appunti... Ma bisogna sempre tarare il tutto con eventuali limitazioni funzionali dell'utente e/o
fruitore che potrebbe essere non udente nel caso del salvadanaio e così via... Per questo
motivo, bisognerebbe acquisire una maggior consapevolezza dell'enorme potenziale che l'uso
aleatorio di Prodotti racchiude e il cui effetto non è uguale per tutti; si dovrebbe cominciare
dall'educare i più piccoli spettatori a non farne un uso smodato, anche se la componente
aleatoria ci sarà sempre, per definizione, in ogni caso. Per questo si parte proprio dai classici
Disney, un'ottima palestra per allenarsi, ma si nutre il proposito di far adottare un'apposita
segnaletica, ad esempio, un dado ("alea" in latino) per le recentissime pellicole, girate post
pandemia. Anche facendo tesoro di chi ha già sperimentato e videodocumentato come
interventi molto invasivi e per nulla cruenti possano scaturire dall'uso aleatorio di prodotti
"della porta accanto". L'incombente riuso creativo sempre più avvertito e il drastico rifiuto a
classificare le tipologie di uso aleatorio di Prodotto da parte degli Ergonomi verranno mitigati
da questa sfidante iniziativa, che si spera venga accolta con favore da chi lavora dietro le
quinte. E che sa bene di quanto lo scibile cinematografico possa risultare un serbatoio
ricchissimo di casistiche, un patrimonio che per la prima volta viene comunicato con
trasparenza allo scopo di evitare le forme più subdole di uso aleatorio di Prodotto che, in
assenza di una classificazione sulla gravità, possono davvero irretire bambini, ma pure adulti
che sono stati a loro volta bambini cresciuti senza l'educazione all'uso aleatorio di Prodotto e
maturando un'elasticità mentale notevole nel mettere in atto queste pratiche. I famigerati
Classici Disney, dallo scrigno delle sette perle ai racconti dello zio Tom sono stati magnifici
"couch coach" (alleanatori da divano) per generazioni intere e i bambini di allora, oggi adulti
impegnati in svariate professioni non possono spegnere, quando si recano al lavoro, un
interruttore che è diventato parte integrante di noi... O funziona come per la pandemia da
Covid-19, da un giorno all'altro via le mascherine e liberi tutti?! Cosa ne penseranno gli
educator, la sicurezza comicia sul divano o nei cantieri?Info sul progetto di vigilanza
cinematografica ("Veni Vidi ViCi): cartolineplanarei.blogspot.com, cfr. relativa homepage.
Mara FERRARI

Info sul progetto "Drive-Inail" scrivere a: lock1986@outlook.it

O scaricare il relativo PDF a questo link:

https://drive.google.com/file/d/11uSe7IxdqLj-4SJDP1RBLba6dTSPAqmV/view?usp=drivesdk

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